Perchè mai una storia di rane dovrebbe avere a che fare con il clima organizzativo?
Storia che parte da una palude e che insegna come il contagio sociale ed il clima organizzativo possano incidere sull'energia e sui risultati e plasmare le performance aziendali.
PSY2WORK, BENESSERE PSICOLOGICO ORGANIZZATIVO
Lorenza Fattori
12/2/20253 min read


Un gruppo di rane saltellava allegro in una palude, quando improvvisamente due di loro caddero in una buca profonda. Le altre rane si radunarono intorno per osservare la scena e valutare come aiutarle. Quando si resero conto della profondità della buca, rinunciarono. Dissero alle due povere rane che dovevano abbandonare ogni speranza e prepararsi a morire. Non volendo accettare il loro destino, le due rane cercarono di saltare fuori dal buco con tutte le loro forze. Le altre rane dalla palude continuavano a rimproverarle, insistendo che la loro situazione era senza speranza e che il meglio che potessero fare era risparmiare energia e aspettare pazientemente di morire. Le due rane continuarono a saltare il più in alto possibile, ma la stanchezza cresceva. Mentre una delle due, esausta, ascoltò le parole delle compagne e, scoraggiata, accettò il suo destino con tranquillità, si sdraiò sul fondo del buco e morì, l’altra fu più ostinata e continuò a saltare con ogni grammo della sua energia, anche se il suo corpo era distrutto dal dolore. Ancora una volta la folla delle rane da sopra la buca le gridava di smettere con quella assurdità, di accettare il suo destino e lasciarsi morire. La rana, nonostante la stanchezza, saltava sempre più in alto finché balzò così in alto che uscì dal buco. Stupefatte, le altre rane festeggiarono il suo miracoloso ritorno alla libertà, si raccolsero attorno a lei e le chiesero: “perché hai continuato a saltare quando ti abbiamo detto di rinunciare?”. La povera rana le guardò attonita. “Ma, amici miei” disse, “io sono sorda e a quella distanza non potevo leggere le vostre labbra. Quando vi ho viste fare segni e urlare, ho pensato che mi steste incoraggiando a non arrendermi. Questo è il motivo per cui ho continuato a provare”. La storia insegna che, avere dalla propria parte i compagni di squadra, può fare la differenza e il loro appoggio può aiutare ad andare oltre le aspettative.
Questa è una storia semplice ma potentissima nel descrivere ciò che chiamiamo contagio sociale: il processo attraverso cui emozioni, atteggiamenti e comportamenti si diffondono all’interno del gruppo, influenzando il clima organizzativo e conseguentemente, profondamente, le prestazioni collettive. Nelle aziende accade esattamente come nella palude: un clima di sfiducia, cinismo, pessimismo può diffondersi rapidamente, riducendo motivazione, innovazione e capacità di resistenza allo stress. Invece un singolo collaboratore motivato, orientato alla soluzione può diventare un catalizzatore, influenzare il morale del team e trasformare un ambiente stagnante in uno proattivo. Come la rana sorda, le persone performano meglio quando credono di essere sostenute, valorizzate e viste. È la psicologia delle self-fulfilling prophecies: quando ci aspettiamo di poter riuscire, perché anche gli altri lo credono, aumentano determinazione e tenacia. Questa storia insegna alle aziende che:
anche le parole contano: un commento positivo da parte di responsabili e colleghi può accendere la motivazione e l’impegno, più di un commento negativo;
il clima emotivo è un asset strategico: è un fattore che incide su produttività, creatività e capacità di affrontare la crisi;
sostegno e fiducia potenziano la performance: quando le persone si sentono spinte verso l'alto invece che tirate verso il basso superano anche ostacoli che sembrano insormontabili;
ogni membro del team è un amplificatore: ognuno di noi contribuisce al contagio sociale: possiamo diffondere paura, rassegnazione, conflitto…oppure energie fiducia e coraggio.
Creare un contesto di incoraggiamento, sostegno e fiducia non solo migliora il benessere delle persone, ma diventa un volano di risultati, innovazione, resilienza organizzativa. Un'azienda che comprende l’importanza del contagio sociale e lo gestisce, non solo sopravvive alle buche prevenendo il pericolo di finirci dentro, ma insegna ai suoi membri a saltare sempre più in alto, raggiungendo vette insperate. Il loro "salto" non è solo un atto individuale, ma il risultato di un'energia collettiva che, se ben indirizzata, può trasformare ogni ostacolo in una storia di successo condivisa.
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