Non serve equilibrio. Serve coerenza.

Quando ciò che fai per vivere e ciò che ti fa sentire vivo iniziano a dialogare, tutto cambia. Non è questione di avere più tempo, ma di dare più senso al tempo che hai.

PSY2WORK, BENESSERE PSICOLOGICOPSY2WORK, BENESSERE PSICOLOGICO ORGANIZZATIVO

Lorenza Fattori

10/9/20252 min read

Siamo in piena stagione “Nobel” e tra i nomi che tornano, come un faro nella storia, c’è sicuramente quello di Marie Curie. È un personaggio che mi piace particolarmente e che c’entra più di quanto sembri con la psicologia. C’è infatti una bugia che sovente ci raccontiamo: che possiamo separare vita personale e vita professionale. “Equilibrio tra vita e lavoro” è un concetto da PowerPoint, oramai superato, non è da essere umani che vivono nel mondo contemporaneo. L’equilibrio statico, diciamocelo pure, non esiste. Nessuno vive in perfetto equilibrio e chi ci prova finisce solo frustrato o più stressato. Non dobbiamo immaginarci la vita come un foglio Excel dove 50% lavoro e 50% famiglia creano felicità. Non dobbiamo bilanciare, ma integrare, intrecciare. Trovare un filo conduttore tra i nostri obiettivi, che ci faccia sentire interi. E Marie Curie lo sapeva. Non cercava il “work-life balance”, ma viveva una forma di integrazione radicale. Dopo la morte del marito, con due bambine piccole, avrebbe potuto scegliere di sacrificare la carriera scientifica ed invece fece qualcosa di diverso: mise la scienza dentro la sua famiglia. Crescere le figlie significava introdurle al suo mondo, contaminare affetto e ricerca, amore e curiosità. Il risultato? Una figlia che vinse anche lei un Nobel.

Quando un obiettivo personale sostiene quello professionale, o viceversa, accade una magia psicologica: la motivazione si moltiplica. Facciamo un esempio molto banale e basico: l’allenamento o fare sport non è da considerare “tempo tolto al lavoro”, ma energia investita nella nostra produttività. Quando ciò che fai per vivere e ciò che ti fa sentire vivo diventano la stessa cosa, smetti di sopravvivere e inizi a costruire. Serve riconoscere che la carriera è uno strumento sì, ma non un nemico, e che gli obiettivi personali non sono un hobby da provare ad infilare nei week end o la sera quando si è stanchi. Marie Curie non ha scelto tra famiglia e scienza. Ha costruito un universo dove le due cose riuscivano a potenziarsi a vicenda. Non serve cercare l’equilibrio perfetto. Serve coerenza. Serve senso.

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psy2work - sedute di mindfulness
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