L'arte della leggerezza: non superficialità, ma un'abilità ed una strategia di sopravvivenza cognitiva.

La mente lavora meglio quando le si permette di essere leggera come una bolla di sapone.

PSY2WORK, BENESSERE PSICOLOGICO

Lorenza Fattori

1/8/20263 min read

psy2work e l'arte della leggerezza
psy2work e l'arte della leggerezza

Gennaio è iniziato e spesso è il mese dei “grandi paesi”. Ci carichiamo di aspettative, nuovi obiettivi e l'urgenza di cambiare tutto ciò che non ha funzionato l'anno precedente. Iniziamo l'anno con lo zaino già pieno, schiacciati da un senso di responsabilità che rischia di paralizzarci ancora prima di partire. Ma cosa succederebbe se, invece di aggiungere, provassimo a togliere? Italo Calvino la definiva come “il planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore”. In ambito psicologico, questa attitudine alla leggerezza non è un'evasione dalla realtà, ma una vera e propria competenza emotiva e cognitiva.

La scienza dietro la leggerezza: oltre il pensiero positivo.

Spesso confondiamo la leggerezza con la superficialità. In realtà, la ricerca scientifica suggerisce l'esatto contrario: la capacità di esercitare la leggerezza è strettamente correlata alla flessibilità cognitiva, ovvero alla capacità del nostro cervello di adattarsi a situazioni mutevoli ed impreviste. Tutto parte dal nostro corpo: quando affrontiamo le sfide con un approccio troppo rigido e severo, il nostro organismo risponde alzando i livelli di cortisolo, l'ormone dello stress. Alcuni studi pubblicati su Biological Psychology hanno però dimostrato che adottare una narrazione più distesa degli eventi, quasi ludica, ha un effetto protettivo immediato. In pratica, abbassando il carico emotivo, permettiamo alle nostre funzioni superiori, come la memoria ed il giudizio, di restare lucide e reattive invece di andare in blackout. È quella che la psicologa Barbara Fredrickson definisce la teoria “Broaden and build”: mentre lo stress agisce come un imbuto che restringe la nostra visione focalizzandoci solo sul problema, le emozioni leggere come la curiosità o l'apertura spalancano le porte della nostra mente. La leggerezza ci permette di guardare oltre la siepe, facendoci scorgere soluzioni prospettive che, quando siamo tesi, diventano semplicemente invisibili. Ma c’è di più: la leggerezza è una forma di distanziamento psicologico. Non significa smettere di curarsi dei propri obiettivi o del proprio lavoro, ma imparare a non identificarsi totalmente con essi. Praticare questo distacco strategico ci aiuta a ricordare che noi siamo molto di più dei nostri risultati e dei nostri errori. Questa consapevolezza ci permette di cadere e di rialzarci con un sorriso, pronti a ricominciare.

Esercizi pratici per alleggerire gennaio…e non solo.

La leggerezza è un muscolo, che si può allenare. Ecco tre piccoli esercizi per iniziare.

1- Riorganizzare il linguaggio: le parole che usiamo creano la nostra realtà. Proviamo a sostituire i “devo assolutamente” con i “voglio”, “mi piacerebbe”. Ridurre l'imperativo categorico alleggerisce immediatamente la pressione interna.

2- Usare la tecnica del prospettivismo: di fronte ad un contrattempo chiedersi “che impatto avrà questo tra un anno?” e spesso si scoprirà che quello che oggi sembra un macigno è, in realtà, un granello di sabbia nel deserto del tempo.

3- Ritrovare il valore del gioco: questo è ciò a cui tengo di più perché giocare è davvero importante e ci porta tantissimi benefici. Non è un'attività esclusiva dell'infanzia ma, integrare momenti di creatività non finalizzata ad un risultato immediato, rigenera anche le nostre aree cerebrali dedicate al problem solving.

Giochiamo “sul serio”?

Immagina questo nuovo anno non come una montagna da scalare, ma come un campo in cui tornare a muoverti con curiosità. La leggerezza è il permesso che ti dai di sbagliare, di ridere di un imprevisto. Quindi, per questo gennaio, ti propongo un piccolo esperimento: ogni volta che senti quel tipico “peso sul petto”, fermati un secondo. Fai un respiro profondo e prova a chiederti: “come affronterebbe questa cosa la versione di me che non ha paura di scherzarci su?”. Aggiungi un briciolo di gioco alle tue giornate: una risposta ironica ad un imprevisto, una pausa non programmata o semplicemente il permesso di non essere impeccabile.

Buon inizio anno: che sia tondo, iridescente e soprattutto…leggerissimo!

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